lunedì 25 novembre 2024

Il socialista Yamandù Orsi è il nuovo Presidente dell'Uruguay. Articolo di Luca Bagatin

Già al primo turno era in testa con il 43,9% dei consensi, superando ampiamente il candidato liberal-capitalista Alvaro Delgado, candidato del partito al governo dell'Uruguay, fermo al 26,7%.

Yamandù Orsi, 57 anni, socialista del Movimento di Partecipazione Popolare e candidato della coalizione di sinistra Frente Amplio – costituita da socialisti, socialisti democratici, socialisti libertari, marxisti e comunisti - al secondo turno è stato eletto Presidente dell'Uruguay con il 52% dei consensi.

Il socialismo torna, dunque, al governo del Paese latinoamericano e il primo atto del neo-eletto Presidente è stato quello di visitare il suo maestro politico, ovvero José “Pepe”Mujica, oggi 89enne , rivoluzionario e leader storico del Frente Amplio, nonché miglior Presidente del Paese dal 2010 al 2015, grazie alle numerose riforme in ambito sociale e civile da lui portate avanti, il quale vive in una piccola fattoria a 15 chilometri dalla capitale, Montevideo.

Orsi, presentatosi alle elezioni con la candidata Vicepresidente Carolina Cosse – già ex Ministra dell'Industria, dell'Energia e delle Miniere, dal 2015 al 2019 - intende portate avanti un programma improntato su innovazione, sviluppo tecnologico, efficienza nella gestione pubblica, sicurezza e protezione sociale per tutti.

Luca Bagatin

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Addio a Filippo Panseca, artista libertario e socialista. Articolo di Luca Bagatin


E così, il 2024, ci porta via un altro Compagno socialista, dopo Sandra Milo, Ugo Intini e Ottaviano Del Turco.

Filippo Panseca, classe 1940, siciliano, ha scritto fino a pochi giorni fa sul suo profilo Facebook, sul quale eravamo amici e ci seguivamo a vicenda.

La notizia, improvvisa, come il malore che lo ha colto, mi ha lasciato un vuoto dentro.

Filippo Panseca era un artista, un designer di grande fama.

Docente al liceo artistico di Palermo, dal 1964 al 1967, diede inizio, nel 1970, alla cosiddetta Arte biodegradabile, nell'ambito della quale realizzò delle opere volutamente e provocatoriamente profumate con essenze vegetali di alghe marine e pino, realizzate con plastica fotodegradabile.

Fu fondatore, peraltro, nel 1991, della prima cattedra di Computer Art in Italia, presso l'Accademia di Belle Arti di Brera.

Divenne noto, negli Anni '80, in particolare per le sue meravigliose scenografie dei Congressi del Partito Socialista Italiano (la più celebre, la cosiddetta “Piramide”, nel 1989, usata al Congresso di Milano all'ex Ansaldo, in cui fece realizzare un maxischermo di 8 metri a forma piramidale).

E fu anche ideatore del nuovo simbolo del PSI, usato a partire dal 1978, in cui egli inserì un garofano rosso al centro (simbolo socialista, come ricordò Bettino Craxi, usato per la prima volta durante la Comune di Parigi del 1871), che sormontava lo storico libro e la falce e martello, già usati in precedenza quali simboli del PSI.

Filippo Panseca si è sempre occupato di arte e lo ha fatto sino all'ultimo, diffondendo le sue opere attraverso i suoi profili Facebook e Instagram e attraverso il sito web www.panseca.it.

Ci mancherà il suo spirito artistico libertario e i suoi capelli lunghi, da eterno hippie.

Ci mancherà, come già ci mancava la ventata di nuovo che seppe infondere, in ambito artistico-culturale al PSI, nei mitici e irripetibili Anni '80.

Che non fu il partito “dei nani e delle ballerine”, come disse qualcuno (in casa socialista, peraltro!).

Ma fu il partito dell'innovazione nella tradizione. Un partito che ci manca, specialmente in quest'epoca di nani e ballerine -  irresponsabili e guerrafondaie veri e vere - e presenti in ogni dove.

Luca Bagatin

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domenica 24 novembre 2024

Se il mondo liberal capitalista spinge verso la guerra, quello socialista democratico spinge verso pace e cooperazione. Articolo di Luca Bagatin

 

Se il mondo liberal capitalista - sempre più preda della destra economica (anche quando si dice “sinistra”, pur non essendolo, almeno dal 1993 ad oggi) - continua a premere l'acceleratore sulle guerre, ad Est e in Medio Oriente, armando e appoggiando governi sconsiderati e folli, il mondo socialista democratico autentico e serio, cerca di spegnere questi incendi geopolitici

Pensiamo a realtà socialiste come Cina, Brasile e molti altri Paesi del Sud del mondo, che promuovono ormai dall'inizio dei conflitti, piani di pace e investono in sanità, istruzione e ricerca.

In un mondo segnato da conflitti armati e tensioni geopolitiche, Cina e Brasile mettono al centro la pace, la diplomazia e il dialogo”, ha affermato recentemente il Presidente socialista brasiliano Lula, incontrando il suo omologo cinese Xi Jinping.

Il Presidente socialista cinese, da parte sua, ha ribadito la necessità di dare sempre più spazio a voci che promuovano la pace, sottolineando che il mondo attuale è “tutt'altro che pacifico”. “Solo adottando una visione di sicurezza globale, cooperativa e sostenibile sarà possibile tracciare un percorso verso la sicurezza universale”, ha affermato il Presidente Xi.

Nel Venezuela socialista, guidato da Nicolas Maduro, peraltro, si è concluso recentemente il Congresso Mondiale della Gioventù degli Studenti Antifascisti.

Un Congresso – tenutosi nella capitale, Caracas - avente per simbolo, non a caso, un garofano rosso – simbolo storico del socialismo sin dai tempi della Comune di Parigi del 1871 – e una matita, simbolo dell'istruzione, che ha annunciato la creazione di un Grande Movimento Giovanile Antifascista, il cui scopo è promuovere l'unità fra i giovani e i popoli del pianeta e realizzare un mondo diverso rispetto a quello fondamentalista, egoista e guerrafondaio di oggi.

Un Congresso che ha denunciato con forza l'imperialismo statunitense, che vuole imporre le sue idee al mondo intero, come ha sottolineato il Presidente Maduro.

Secondo Nicolas Maduro, occorre creare nuove forme di comunità e promuovere strategie di resistenza, al fine di contribuire a costruire un nuovo ordine mondiale multipolare.

Il Presidente socialista, ha altresì denunciato sia il fascismo storico, che nuove forme di genocidio, come quello che sta avvenendo oggi contro il popolo palestinese e gli attacchi contro il Libano, oltre che contro Siria, Iraq e Iran e le ingiuste sanzioni dei Paesi liberal capitalisti contro il Venezuela.

Il Presidente Maduro, ha peraltro dato mandato al Vicepresidente degli affari internazionali del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), Rander Peña, di far tradurre in tutte le lingue il “Libro Blu” scritto dal comandante Hugo Chavez nel 1990.

Un libro in cui sono contenute le idee fondamentali della rivoluzione socialista bolivariana del XXI Secolo in Venezuela.

Oggi l'unica alternativa sembra essere, ancora una volta, quel “Socialismo o barbarie” lanciato da Rosa Luxemburg nel 1916 e poi ripreso da quei marxisti libertari - come Cornelius Castoriadis - che, seguendo le orme della Luxemburg, dal 1948 al 1967 - promossero quel socialismo consiliarista e autogestionario, che criticò il burocratismo e verticismo del marxismo-leninismo dogmatico e la piega intrapresa dall'URSS negli anni successivi alla Rivoluzione d'Ottobre.

Un socialismo che si coniuga alla perfezione con le correnti mazziniane, garibaldine e anarchiche della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864 e, i cui valori democratici e libertari, meritano di essere recuperati e rivitalizzati.

Luca Bagatin

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martedì 19 novembre 2024

Dove pensiamo di andare, oggi, in Italia e UE, con questa classe politica? Articolo di Luca Bagatin


La metà degli elettori di Emilia Romagna e Umbria, pressoché si astiene, alle recenti elezioni regionali.

In linea, del resto, con quanto accaduto in tutte le ultime tornate elettorali e in linea con quanto accade in gran parte dell'UE.

Del resto, se si presentano politici e schieramenti che solo a parole dicono di essere differenti, ma nella realtà sono tutti uniti nel fronte guerrafondaio e bellicista (sia nella crisi ucraina che in Medio Oriente) e nel non fare nulla per rendere il comparto pubblico efficiente ed efficace, con sostanziosi aumenti di bilancio, soprattutto nella sanità e nell'istruzione; oltre che a non far nulla contro la crescente ondata di criminalità, soprattutto minorile, gli elettori continueranno a votare loro contro.

Astenendosi.

La democrazia, del resto, soprattutto a livello locale, dovrebbe essere diretta. E sarebbe ora di permettere ai cittadini di autogestirsi e di autogovernarsi, oltre questo finto bipolarismo, introdotto nel 1993, ovvero quando la democrazia dei partiti veri e seri, che facevano anche formazione politica, fu completamente distrutta.

E occorrerebbe, contestualmente, adoperarsi per fare e promuovere formazione politica e storica, a partire dalle scuole, che ormai sembrano sempre contare meno, sempre più relegate ai margini (o, peggio, vilipese), come il comparto sanitario pubblico.

Settori che, invece, dovrebbero essere messi al primo posto in ogni Paese che si voglia definire civile e democratico.

Dove pensa poi di andare, questa UE, se continua a seguire i diktat d'Oltreoceano, ove la più pericolosa amministrazione USA della Storia, quella di Biden, ha addirittura autorizzato i missili a lungo raggio contro la Russia?

Dove si pensa di andare se non si sanzionano, invece, governi che vogliono evitare ogni forma di negoziato – tanto a Est quanto in Medio Oriente - e, addirittura, bombardano civili e le basi italiane di UNIFIL?

Dove si pensa di andare con la cosiddetta “maggioranza Ursula”?

I governanti Occidentali e dell'UE di oggi, salvo i rarissimi casi di Orban e del socialista slovacco Robert Fico, che si sono spesso smarcati, vogliono davvero continuare a seguire una linea tanto irresponsabile e assurda?

L'unico spiraglio di negoziato e pace lo offrono i Paesi del Sud del mondo, Repubblica Popolare Cinese e Brasile in testa, oltre che la diplomazia Vaticana.

Ed è assurdo che non vengano ascoltati, perché i danni, sia in termini di vite umane che economici, portati dagli attuali conflitti in atto, sono ingenti.

Chissà se il neo-eletto Trump farà qualche cosa, oltre a qualche proclama e oltre ad aver comunque nominato nel suo staff l'ottima Tulsi Gabbard e l'ottimo Robert F. Kennedy (ma ha nominato anche il pessimo Musk e molti pessimi neocon vecchio stampo).

Lontani sono gli anni in cui esistevano politici responsabili, seri e lungimiranti.

Già sarebbe molto se in Italia e, perché no, anche nel resto dell'UE, si studiasse la politica estera degli allora Ministro Gianni De Michelis e del Presidente del Consiglio Bettino Craxi. La politica economica del Ministro Roberto Tremelloni; la politica di difesa del Ministro Randolfo Pacciardi (oltre che le riforme nel settore introdotte dallo stesso Tremelloni) e la politica in ambito sanitario dell'ottimo e purtroppo dimenticato Ministro Luigi Mariotti.

Grandi socialisti e repubblicani mazziniani. Nomi che ai più non diranno nulla.

E questo è già grave.

Perché sintomo di come siamo finiti in basso e di come abbiamo dimenticato o ignoriamo il nostro glorioso passato, che molti, troppi, hanno ingiustamente e pretestuosamente infangato.

Luca Bagatin

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lunedì 18 novembre 2024

I socialisti Robert Fico e Xi Jinping si incontrano. Nel segno della pace, del pragmatismo e del multipolarismo. Articolo di Luca Bagatin


In UE, almeno un Premier socialista degno di questo nome esiste e si chiama Robert Fico.

Un Premier alla guida di Direzione-Socialdemocrazia (SMER), che conta circa il 25% dei consensi e ha una piattaforma che rifiuta le ricette economiche liberali e promuove un'economia fondata sull'intervento pubblico; sulla sovranità nazionale e l'euro-scetticismo e  su politiche anti-immigrazioniste, come del resto hanno sempre fatto tutti gli storici partiti socialisti del secolo scorso (molti dei quali totalmente scomparsi in Europa o quantomeno sono scomparse le loro serie leadership), che rifiutavano lo sfruttamento della manodopera straniera a basso costo, promuovendo politiche di cooperazione e partnership con i Paesi del Terzo Mondo e del Sud del mondo.

In tale ottica va visto anche l'incontro fra i Premier Fico e il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, lo scorso 1 novembre.

Nell'ambito dell'incontro, Robert Fico ha affermato che la Slovacchia sostiene la politica di una sola Cina e che si oppone a qualsiasi ingerenza negli affari interni di altri Paesi, rispettendo il percorso di sviluppo di ogni Paese del mondo.

Oltre a voler rafforzare gli scambi con la Cina e a promuovere il dialogo fra Cina e UE, superando le eventuali divergenze, nell'ambito della crisi ucraina, tanto Fico che Xi, si sono detti favorevoli a svolgere un ruolo positivo nella promozione dei colloqui di pace.

Robert Fico, in particolare, ha affermato che la posizione della Cina, relativamente al conflitto russo-ucraino è “equa, obiettiva e costruttiva” e che la Slovacchia è disposta a unirsi al gruppo degli “Amici per la pace sulla crisi ucraina” - promosso dalla Cina e dal Brasile di Lula, oltre che da altri Paesi del Sud del mondo - e a contribuire alla risoluzione politica della crisi stessa.

Entrambi i leader si sono peraltro detti concordi nel sostenere e salvaguardare il sistema internazionale, con le Nazioni Unite al centro, e un ordine fondato sul diritto internazionale, oltre che la promozione di un mondo “multipolare, equo e ordinato e una globalizzazione economica universalmente vanteggiosa e inclusiva”, volta a “promuovere la costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l'umanità”.

Una visione, in sostanza, fondata su un approccio positivo e pragmatico alla quale, oggi, solo i socialisti seri e vecchio stampo sembrano guardare.

Luca Bagatin

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domenica 17 novembre 2024

Idee per una Direzione Socialista Democratica. Per un soggetto che si occupi di formazione culturale e politica socialista. Articolo di Luca Bagatin


Da tempo penso che mi piacerebbe lavorare alla costruzione di un soggetto politico/culturale (non partitico, non elettoralistico), che si richiami agli storici PSI e PSDI di Bettino Craxi e Pietro Longo e che recuperi le antiche battaglie per i diritti sociali e civili e che, in chiave moderna, si ispiri al Socialismo del XXI Secolo latinoamericano, all'esperienza socialista democratica slovacca e a quella socialista riformista cinese.

Esperienze socialiste autentiche e che nulla c'entrano con le pseudo social-democrazie tedesche, spagnole e nord-europee di oggi.
Il mio ultimo saggio, Ritratti del Socialismo (https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/670930/ritratti-del-socialismo), con prefazione di Ananda Craxi, già va in questo senso. E così il mio pensatoio Amore e Libertà (https://amoreeliberta.blogspot.com), che ho ideato undici anni fa e il cui scopo è sempre quello di fare formazione politico-culturale, oltre che spirituale.
Non ho più le energie e speranze di un tempo, ma non si può mai dire.
Potrebbe essere interessante intitolare questo progetto "Direzione Socialista Democratica" o "Direzione Socialdemocrazia", oltre i blocchi contrapposti, per un mondo multipolare, pacifico, cooperante. Per la sicurezza internazionale, i diritti sociali di tutti, una società formata, istruita, ordinata.

Lo scopo ultimo non dovrebbe essere affatto quello di creare l'ennesima organizzazione partitica e elettoralistica. Non una cosa in cui “ci si conta”, insomma, ma che “conta” a livello di prestigio intellettuale.

Fare formazione politico-culturale è il massimo che, oggi, sia possibile fare nell'Occidente fondamentalista e alla deriva. Un Occidente sempre meno colto, omologato e appiattito, dal 1993 ad oggi. Ovvero da quando tentarono, spesso purtroppo riuscendovi, di spazzare via tanto il socialismo quanto una classe dirigente di alto livello.

Sono convinto che, senza formazione, non ci sia alcun futuro. Le stesse elezioni sono diventate un rito vuoto, in cui persone con scarsa formazione, delegano ad altre persone con la medesima scarsa formazione. E' un aspetto che ha intaccato non solo la politica, ma tutto il tessuto sociale e talvolta anche associativo.
Che queste due spillette nella foto, che mi sono state generosamente donate da un antico militante socialista, che rappresentano i gloriosi simboli del Partito Socialista Democratico Italiano e del Partito Socialista Italiano del passato (non ciò che è venuto dopo e da cui mi dissocio in toto), possano essere di buon auspicio.

Luca Bagatin

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